Pancotto-Alibegovic. La Luciana Mosconi riscrive la storia

Incroci, ricorsi storici, casualità che il mondo dello sport è abituato ogni giorno a proporre e a regalare agli appassionati.  La recente firma di Denis Alibegovic con la Luciana Mosconi Ancona è un assist troppo ghiotto per gli amanti delle storie legate al basket e ai suoi personaggi. L’esterno classe 1999 nella sua nuova esperienza cestistica anconetana trova come componente dello staff tecnico Emanuele Pancotto. Ai più questo binomio nato all’ombra del Conero può non dire niente. Ma agli attenti non può non scoccare la scintilla dei ricordi. Alibegovic-Pancotto versione 2021 anconetana è il remake di una storia datata ormai 22 anni fa riportante gli stessi cognomi. Cesare Pancotto e Teoman Alibegovic, papà dei due ragazzotti griffati oggi Luciana Mosconi, hanno condiviso l’avventura datata stagione 1998/99 a Trieste coronata con tanto di promozione in Serie A1. Uno, Cesare, sulla panchina giuliana, l’altro, Teoman, stella in campo dell’allora Lineltex che seppe riportare una piazza storica come quella triestina in massima serie.

LA STORIA. Teoman Alibegovic arriva in Italia ad aprile del 1992, proprio mentre la moglie stava aspettando Mirza quello che sarebbe stato il primo dei suoi loro figli. Lo chiama la Fortitudo Bologna a cui serviva un elemento di spicco in vista del match decisivo per la salvezza di Reggio Emilia. Al giocatore nato a Zenica  bastano una manciata di allenamenti e nella partita chiave segna 28 punti portando la F bolognese alla salvezza in A2 ed entrando di diritto nei cuori dei suoi passionali tifosi. Rimane nella Bologna biancoblu anche l’anno successivo dove, formando una coppia eccezionale con Dallas Comegys, contribuisce alla promozione in A1 dei felsinei. Dal ’93 al ’96 è all’Alba Berlino (vinta la Coppa Korac ’94), inizia la stagione 96/97 all’Ulker Instanbul e poi torna in Italia giocando 7 partite a Trieste. La parentesi spagnola con il Caceres fa da antipasto alla nuova avventura del giocatore di nazionalità sloveno con i giuliani. Campionato di A2 98/99, Teo Alibegovic torna a Trieste e trova sulla panchina il sangiorgese Cesare Pancotto, confermato alla guida della Lineltex dopo aver chiuso il campionato precedente nella finale playoff persa contro Gorizia.  E’ un campionato iniziato in sordina. Trieste viaggia nelle retrovie, Alibegovic per infortunio salta le prime 7 partite sostituito da Brian Shorter. Pancotto ha a disposizione anche Pablo Laso (attuale coach del Real Madrid) arrivato con le velleità di sostituire Ivica Maric ma che però non riuscirà a dare il giusto contributo alla causa. Il playmaker spagnolo viene allora ceduto a Malaga e rimpiazzato da  Srdan “Sergio” Jovanovic,  serbo naturalizzato greco visto già a Milano che si divide i compiti in cabina di regia con Aniello Laezza, l’idolo dei tifosi.  Trieste chiude la stagione regolare al 5°posto ed esplode nell’orologio sorpassando Pesaro, Reggio Calabria e Livorno fino al 2°posto, accendendo il fuoco del Chiarbola autentico sesto uomo in campo pronto a trascinare la squadra di Pancotto. Nei playoff Trieste è direttamente in semifinale e affronta la Serapide Pozzuoli che ha eliminato ai quarti Roseto. In gara-1 la Lineltex vince 73-65 dopo il -5 del primo tempo (c’erano ancora i due tempi da 20′ oltre ai 30″ per ogni azione) ed Alibegovic ne segna 19 assistito da Michael Williams che chiude a 21 dei quali 18 nel 2°tempo. Anche gara-2 è di Trieste che espugna Pozzuoli 65-64 con la Serapide che in quella gara perde per infortunio al ginocchio “il ragno” Charles Smith. Nella terza partita, davanti ai 3000 del Chiarbola, la Lineltex vola già al +26 nel primo tempo e gestisce il vantaggio fino all’82-72 finale che vale l’accesso della squadra di Cesare Pancotto alla finale playoff dopo un anno. Stavolta tra i giuliani e il salto in A1 c’è Livorno di coach Banchi e dell’ex Ivo Maric, le due deluse dei playoff di un anno prima dove, nonostante il vantaggio del fattore campo, dovettero dare via libera a Gorizia e Imola). Teo Alibegovic è l’mvp di gara-1, vinta dai triestini 65-60, con 15 punti segnando due triple decisive e nel secondo tempo firma l’allungo della Lineltex con due giochi da tre punti. Pancotto è abile stratega dalla panchina ruotando i suoi playmaker che agitano il temuto Maric. Trieste sfoggia una migliore tenuta atletica nonostante abbia un’età media superiore ai labronici. A Livorno, in gara-2, per buona parte del primo tempo Trieste subisce finendo sotto di 15 punti. Nella ripresa la rimonta e vola sul +4 a 22″ dal termine. Ma Livorno recupera e Santarossa sulla sirena manda tutti all’overtime dove i toscani vincono 87-78. Si torna a Trieste per la terza sfida con Livorno che iniziano bene guidati da Rogers e Podestà. Dopo l’intervallo la squadra di Pancotto si scatena a suon di difesa e contropiede con Alibegovic (alla fine sono 23 punti) scatenato e ben supportato da Bullara e Ansaloni. A 4′ dalla fine i giuliani sono sul +17 ma Livorno non è morta e segnerà addirittura 6 triple di fila. Trieste riattacca la spina e alla fine va sul 2-1 nella serie dopo il 94-91 finale. Al PalaMacchia fattore campo ancora rispettato con il 96-93 per Livorno che porta tutti alla “bella” del Chiarbola. Biglietti polverizzati in prevendita e cornice record di 4200 spettatori (…bei tempi). Livorno comincia ancora bene ma i falli di Maric e la difesa triestina spegne i sogni livornesi. All’intervallo è +3 per Livorno che sale al +7 a inizio ripresa. Pancotto trova dalla panchina le forze per riemergere ed esaltarsi. Jovanovic, Semprini e Ansaloni firmano il break di 15-4 per Trieste che vola. Livorno si mette a zona ma cambia poco. Finale 85-73 per la Lineltex di Pancotto e Alibegovic (17 punti in gara-5) che ottiene la meritata promozione in A1. Per Trieste però si profilano arie di incertezza e coach Pancotto accetta le proposte ambiziosi della Virtus Roma con la piazza che accoglie con rispetto le ragioni della scelta di uno degli allenatori più apprezzati nella storia della Pallacanestro Trieste. Stimato a tal punto che nel febbraio 2001 viene richiamato sulla panchina rimanendo fino al 2004 (7°posto nel 01/02, 10° nel 02/03 e la retrocessione in A2 nel campionato 03/04 chiuso poi con il fallimento della Società).  All’indomani della promozione saluta la “città della bora” anche Alibegovic che andrà a fare le fortune di Udine dove rimarrà tre anni e dove nel 1999 nascerà Denis. Teo appenderà le scarpe al chiodo nel 2003 iniziando subito quella di allenatore prendendo in mano le redini di Udine con un biennio e altrettante salvezze. Nel 05/06 è il GM della Fortitudo Bologna che arriva in finale scudetto contro Treviso. Nel 2006 torna in una panchina accettando l’incarico a Scafati dove ha alle sue dipendenze Stefano Rajola, attuale coach della Luciana Mosconi Ancona. Decimo posto e conferma l’anno successivo che però dura solo nove partite prima dell’esonero che non sarà però sufficiente per evitare la retrocessione.

Dopo 22 anni cambiano gli attori restano i nomi. Al Palarossini, in un fine febbraio vestito già di primavera, riecco un Pancotto incontrare su un campo di basket un Alibegovic. Insieme magari per provare a ripetere un giorno quello che hanno fatto i loro papà.

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