Andrea Quarisa si racconta “Ad Ancona per Coen e l’orgoglio dorico”

Una profondo legame con l’allenatore, la garanzia di essere a fianco di ottimi compagni di squadra e l’identità del nuovo gruppo radicata su giocatori locali che può fare la differenza. Andrea Quarisa ha le idee molto chiare e le esterna nelle sue prime dichiarazioni da giocatore della Luciana Mosconi Ancona.

Il centro veneziano si sposta professionalmente di pochi chilometri. Da Jesi ad Ancona, distanze brevi con le medesime motivazioni. Fare bene con la maglia che si ha indosso cercando di arrivare più in alto possibile. Se poi la ricerca dei risultati ha come contorno le persone che nutrono stima incondizionata tutto può diventare più facile. Quarisa arriva ad Ancona grazie alla presenza di Piero Coen. Il tecnico anconetano e il lungo veneto hanno vissuto insieme un biennio molto positivo per entrambi a San Severo. Quelle esperienze che segnano anche a livello affettivo e non solo per le cose che succedono in campo. Un rapporto poi continuato negli anni anche se le due strade professionali si sono divise. Quarisa dalla Puglia ha poi toccato la Serie A2 di Jesi e Verona e la Serie A con Pistoia. Un salto in alto dovuto alle sue indiscutibili doti di giocatore solido ma anche a quello che coach Coen ha saputo dare e insegnare.

PIERO COEN. “Sono molto contento di essere arrivato ad Ancona perchè c’è il mio allenatore con la A maiuscola a cui devo tantissimo e al quale sono legato da grossi ricordi, tante battaglie, poche sconfitte che speriamo rimangano tali. Piero Coen è colui che grazie al lavoro mi ha aperto la strada per poter giocare in Serie A e di questo non smetterò mai di ringraziarlo. So che con lui farò un percorso importante come ho già fatto. Per me Coen è garanzia di qualsiasi tipo di cosa nel mondo della pallacanestro.”

EXTRA CAMPO. “Con Ancona ci siamo un pò rincorsi negli ultimi due anni ma evidentemente i tempi non erano maturi per poter finire insieme.  Mi fa piacere essere apprezzato dalla Società e so che la Dirigenza ha stima nei miei confronti dopo avermi visto anche da avversario. Conosco il nuovo DS Chiodoni fuori dal campo e anche con lui c’è un bel rapporto. Sono tante piccole cose che per un giocatore fanno la differenza. Non sono più un ragazzino, andando verso i 30 anni si cercano anche quelle motivazioni extra cercando di avere le persone giuste al proprio fianco e sapere di poter contare su di loro aldilà della ricerca continua di far vedere quello che si vale sul parquet.”

I COMPAGNI. “Una somma di cose mi ha portato ad accettare la proposta della Luciana Mosconi. Ultima, ma non certo come importanza, chiaramente il fatto di avere ottimi compagni che praticamente conosco tutti. Credo che la squadra abbia un quintetto di ottimo livello con elementi che hanno bisogno di poche presentazioni per questa categoria. Sono molto contento di essere in una squadra che punta in alto e che ha una base e un cuore.”

ORGOGLIO DORICO. “In queste settimane ho visto gli hashtag #orgogliodorico sui social della Società e credo che questo sia un aspetto molto importante. Essere radicati su giocatori e allenatore del posto, e per lo più di grande valore e carisma, è sicuramente un ottimo imprinting da poter dare alla piazza e all’intero palcoscenico generale del nostro sport. Ho vissuto con Jesi un certo tipo di impronta basata sull’attaccamento alla maglia e abbiamo prodotto ottimi risultati quando sulla carta non erano dati per scontati vista l’età media giovanissima della squadra. Non voglio fare paragoni ma spero che questo orgoglio dorico, rappresentato in primis da Centanni-Panzini-Pozzetti, possa dare davvero una spinta in più in questa nuova stagione. “

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